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01 Febbraio 2019 - Universitario
#UniChe?! Facolta’ di Architettura…Fate ciò che amate e trasformate la vostra passione in un lavoro!

Credo che la scelta del percorso universitario non debba essere legata prettamente al lavoro che si vuole fare da grandi….

 

Frequento il corso di laurea di Progettazione dell’Architettura presso il Politecnico di Milano. È un’università pubblica ed è accessibile a tutti grazie al metodo di tassazione che adotta. 

La retta è calcolata in base al reddito e al merito, in particolare al numero di crediti conseguiti e alla media (>27, esenzione del 50% della seconda rata; >29, esenzione del 100% della seconda rata).

L’iscrizione al Politecnico avviene conseguentemente al test d’ingresso, diverso per ogni corso di laurea disponibile (Design, Ingegneria, Progettazione dell’Architettura, Ingegneria Edile-Architettura, Urbanistica: Città Ambiente Paesaggio).

Per quanto riguarda Design e Ingegneria, il test di ingresso consiste in una prova scritta (con possibile test anticipato, prima della maturità) in cui bisogna raggiungere almeno 30 punti su 100 per Design e 60 punti su 100 per Ingegneria, per entrare in una graduatoria interna al Politecnico.

Il test di Progettazione dell’Architettura e quello di Ingegneria Edile-Architettura è invece nazionale. Consiste in una prova scritta (con domande di logica, matematica, fisica, storia dell’arte e disegno, cultura generale) per cui, superata la soglia minima del punteggio della prova, si accede ad una graduatoria nazionale. In base al punteggio conseguito si avrà la possibilità di essere immatricolati in una fra tutte le Università italiane, indicate precedentemente in base ad un ordine di preferenza.

Per iscriversi ad Urbanistica è invece necessario affrontare un colloquio motivazionale, basato anche su una lettera e un elaborato. Ogni candidato viene valutato da una commissione di docenti.

Per maggiori informazioni: http://www.poliorientami.polimi.it/come-si-accede/

 

Ho frequentato un liceo scientifico (Liceo Scientifico A. Calini di Brescia) e questo mi ha permesso di poter scegliere qualunque corso di studio volessi intraprendere all’università.

Ho scelto Architettura perché ho sempre avuto un forte interesse per tutti i tipi di arte, in particolare ho sempre apprezzato il disegno tecnico e lo studio della storia dell’arte e dell’architettura. Cercavo qualcosa che potesse farmi esprimere la creatività, ma che allo stesso modo mi preparasse al mondo del lavoro grazie ad insegnamenti tecnici più specifici.

Attualmente frequento il corso di Laurea Triennale di Progettazione dell’Architettura e sono alla fine del secondo anno. Dopo il conseguimento della Laurea Triennale mi iscriverò alla Laurea Magistrale (due anni), con la possibilità di variare leggermente l’indirizzo (architettura di interni, architettura urbana, architettura delle costruzioni…)

I corsi di Progettazione dell’Architettura sono diversi rispetto a quelli delle altre facoltà.

Le lezioni iniziano circa a metà settembre e si concludono la prima settimana di giugno. Le sessioni d’esame, ognuna con due appelli per ogni corso, sono tre: una invernale (dagli inizi di gennaio alla fine di febbraio), una estiva (da metà giugno alla fine di luglio) e una supplementare di settembre.

Ai corsi tradizionali, di durata semestrale, sono affiancati i laboratori, che possono essere semestrali o annuali.

I laboratori sono i corsi più importanti e anche quelli più dispendiosi, che richiedono maggiore impegno e soprattutto partecipazione. La frequenza è obbligatoria e il numero di crediti a cui corrisponde il superamento di questi corsi è molto alto (si parla di 12 crediti per i laboratori semestrali e di 16 crediti per quelli annuali). Quasi tutti i laboratori sono organizzati in piccoli gruppi di lavoro, dai due ai quattro studenti per gruppo, solitamente.

Le lezioni e il lavoro in aula sono organizzati in una giornata intera a settimana per ogni laboratorio (dalle 9 alle 18).

All’interno dei laboratori si apprendono le varie fasi del processo progettuale architettonico, dallo studio del contesto fino al progetto vero e proprio.

Il metodo di valutazione tiene conto dell’impegno di ogni gruppo, della valutazione delle consegne intermedie (in media circa una al mese) e dei possibili test individuali.

Ad esempio, il primo anno ho frequentato il Laboratorio di Progettazione 1 (annuale) e il Laboratorio di Urbanistica (semestrale). Durante il secondo anno invece abbiamo potuto scegliere uno fra vari Laboratori di Progettazione 2 (annuali) e uno fra vari Laboratori di Costruzione (semestrali). 

Gli altri corsi hanno invece una struttura tradizionale, con lezioni frontali teoriche e sono tutti semestrali.

Le lezioni hanno una durata di 3/4 ore.

Il primo anno prevede Fondamenti della Rappresentazione, Storia dell’Architettura 1, Fondamenti di Tecnologia e Restauro. 

Il secondo anno invece, Storia dell’Arte, Caratteri distributivi e Tipologia degli edifici, Storia dell’Architettura 2 e Urbanistica.

I professori sono molto validi ed attivi in pubblicazioni aggiornate e progetti. Ogni laboratorio comprende l’insegnamento di vari moduli gestiti da docenti specializzati in quella specifica materia (ad esempio il modulo di botanica nel corso di Progettazione 2).

Inoltre, molti di essi sono molto attivi all’interno dell’ateneo, organizzando conferenze e workshop, spesso includendo ospiti di grande rilievo.

 

Milano è una città interessantissima, che offre molte opportunità, sia a livello culturale che a livello ricreativo. C’è l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda la visita di mostre, eventi socioculturali e concerti. 

Essendo Brescia a circa 90 km dal Politecnico, ho deciso di non trasferirmi a Milano, ma di prendere ogni giorno il treno per recarmi all’università. Non nascondo il fatto che sia stressante, ma è una decisione che prendono molti studenti.

Gli affitti per appartamenti e stanze sono piuttosto alti nei pressi della sede di Milano Leonardo (c’è un’altra sede, a Milano Bovisa, dove si tengono i corsi di Design e alcuni corsi di Ingegneria). Questo fatto è stato alla base della mia decisione di non trasferirmi, avendo comunque l’opportunità di fare la pendolare.

In ogni caso ho fatto subito amicizia e sono riuscita ad integrarmi molto bene con i miei compagni, essendo comunque Milano una città molto aperta, piena di ragazzi che vengono da tutta Italia. 

Non nascondo che mi piacerebbe trasferirmi, non tanto per il fatto che prendere il treno tutti i giorni sia pesante, ma piuttosto perché mi piacerebbe riuscire a godermi di più quello che la città di Milano offre agli studenti e ai giovani in generale.

Ho scelto di laurearmi in architettura perché voglio diventare un architetto. Non so ancora se paesaggista, di interni o altro. So solo che quando visito una città o quando entro in una casa, la prima cosa che faccio è quella di osservare con occhio critico e pensare “io come l’avrei progettata?”. Rimango spesso incantata dalla bellezza degli spazi, sia costruiti che naturali. 

 

Credo che l’architetto abbia anche un ruolo sociale, perché la sua opera è davanti agli occhi di chiunque, e non solo viene osservata, ma anche vissuta direttamente da tutti. Mi piacerebbe dunque riuscire a dare il mio contributo affinché la gente si possa sentire a proprio agio negli spazi, sia pubblici che privati.

Il primo giorno di università una nostra professoressa ci disse “ci sono più architetti in Italia che in tutta Europa”. Sono sempre stata cosciente del fatto che sia un settore di lavoro piuttosto in crisi in Italia, ma non per questo ho deciso di cambiare. Questo è quello che voglio fare, se non riuscirò a realizzarmi professionalmente, almeno saprò di aver fatto tutto il possibile per provarci. Detto ciò, ci sono numerosi lavori legati al mondo dell’architettura che non comprendono il compito del progettista vero e proprio e non sarebbe una sconfitta intraprendere una di queste strade. 

Fra 5 anni probabilmente sarò in qualche studio di architettura a fare esperienza per poter cominciare a consolidare il mio curriculum. Tra 10 anni spero di riuscire ad assumere un ruolo non marginale nel posto in cui lavorerò e tra 20 anni spero di essere protagonista delle mie scelte e di poter proporre direttamente le mie idee. 

Credo che la scelta del percorso universitario non debba essere legata prettamente al lavoro che si vuole fare da grandi. Bisogna piuttosto cercare di capire quali siano le proprie passioni, ciò che ci piace fare realmente. In questo modo si affronterà il percorso universitario in maniera più serena e tranquilla, perché motivati da un interesse reale personale. Fate ciò che amate e trasformate la vostra passione in un lavoro.

 Claudia Crotti

claudiacrotti9@gmail.com 

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