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23 Maggio 2023 - Ufficio Stampa
La mia esperienza in Erasmus a Madrid

Mi chiamo Alice e sono una studentessa di 21 anni iscritta al corso di laurea triennale in Economia e Azienda Digitale presso l’Università degli Studi di Brescia, attualmente in Erasmus a Madrid durante un intero anno accademico.

Fin da piccola ho sempre sognato di vivere un’esperienza all’estero, in particolare in un paese che ho nel cuore da anni, la Spagna. È sempre stato il mio obiettivo e pensare di esserci riuscita mi rende molto orgogliosa e soddisfatta del mio percorso universitario, come dice il detto “volere è potere”.

Non è stato semplice, ma ho fin da subito messo tanta passione, impegnandomi al massimo: dopo aver ottenuto il diploma di liceo scientifico mi sono iscritta alla facoltà di Economia, essendo l’indirizzo che più rispecchia la mia personalità, i miei gusti e le mie capacità. Grazie ai voti alti ottenuti nei primi due anni sono riuscita a presentare la domanda di accesso al bando Erasmus+Studio a gennaio 2022. Dopo una lunga serie di procedure burocratiche e di processo di selezione per l’assegnazione della meta, finalmente mi arriva la notizia ufficiale dalla segreteria internazionale: assegnata la meta espressa nelle mie preferenze, l’Universidad Francisco de Vitoria a Madrid.

L’arrivo a Madrid

La mia esperienza è iniziata ufficialmente il 6 settembre 2022, trovare l’alloggio è stato abbastanza faticoso vista la grande domanda che ha la città di Madrid in tema immobiliare e il dover combinare la distanza dall’università con i luoghi di divertimento, Madrid è davvero una grande metropoli!

La lingua non è mai stata un problema, dal momento che, vista la mia grande passione, l’avevo già imparata da piccolina grazie alle serie tv e alla musica, ma state tranquilli, anche se non parlate bene la lingua locale gli spagnoli sono molto disponibili ad aiutarvi e a non farvi sentire a disagio. Ad ogni modo, il fatto di dover seguire le lezioni completamente in lingua spagnola e il dover adattarmi a un sistema universitario abbastanza diverso da quello italiano mi preoccupava un po’.

La scuola in Spagna

In Spagna si segue un sistema di evaluación continua (valutazione continua), ovvero la frequenza è obbligatoria per tutti i corsi di studio e, oltre al classico esame finale che c’è anche in Italia, quasi ogni settimana ci sono dei test, lavori e presentazioni di gruppo, che oltre ad essere fondamentali soprattutto per imparare a saper lavorare insieme ai colleghi in un futuro luogo di lavoro, ti aiutano anche a “stare al passo” con l’insegnamento.

Arriva finalmente il 12 settembre, primo giorno di lezione. Che dire, lo ricordo come un giorno fantastico: l’accoglienza dei compagni nuovi (in Spagna le classi in università sono di massimo 30 persone, dunque si fa in fretta a conoscersi e a socializzare), dei professori che si sono fin da subito interessati e resi disponibili, il campus universitario incredibile…

Mettersi in gioco

I primi mesi sono stati abbastanza impegnativi, in quanto l’abituarsi a vivere da sola in una città che non conoscevo, con nuove abitudini (riguardanti lo stile di vita e l’università), lontana dalla mia famiglia e dai miei amici in Italia non è stato immediato. Mentirei però se dicessi che ci sia stato anche solo un momento in cui avessi voluto annullare tutto. E menomale. Quest’esperienza mi ha aiutata davvero molto, penso sia stata la più impegnativa ma anche la più bella del mio percorso di studi. Ho imparato ad adattarmi, ad essere più flessibile e comprensiva, a cucinare, a sapermi gestire completamente da sola. A livello professionale ho avuto modo di perfezionare una lingua che già conoscevo bene e ad adattarmi a un nuovo sistema universitario. Ho conosciuto tante nuove amiche e amici che non mi hanno mai fatta sentire sola in nessun momento e che mi hanno accolta a casa loro con i loro genitori. Mi hanno considerata “una di loro” fin dal primo giorno e sono persone che porterò sempre con me e con le quali spero (e credo) di continuare ad avere un rapporto (ovviamente li aspetto tutti il giorno della mia laurea a Brescia!). Madrid sarà sempre la città del mio cuore.

Un’esperienza da non perdere

Riassumendo, consiglio totalmente l’esperienza in Erasmus a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco e di uscire dalla propria comfort zone, perché aiuta davvero a crescere e a maturare, oltre che a condividere momenti speciali con coetanei e arricchire il proprio curriculum. Non preoccupatevi se siete spaventati e pensate di non potercela fare, provateci! Sono sicura che non ve ne pentirete e vi segnerà per il resto della vostra vita.

Alice Dongino, tirocinante Smart Future Academy